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Insegnante in numerose scuole trentine, instancabile promotore ed animatore culturale, artista, pittore e ancora gallerista e critico… Corposa ed articolata l’attività artistica di Mariano Fracalossi in ben sessantaquattro anni di impegno professionale, in cui le sue opere sono state proposte, in Italie ed all’estero, in più di sessanta mostre personali e numerose collettive, spesso a tema.

Mariano Fracalossi nasce a Trento il 22 agosto 1923 nell’antico, popoloso rione di San Martino. Il padre Attilio, pittore decoratore, nel difficile periodo tra il 1927 ed il 1932 è costretto a lasciare la famiglia per trasferirsi in Argentina ove riesce ad esercitare la professione di decoratore e scenografo, attività, quest’ultima, per cui ha precedentemente frequentato a Milano uno specifico corso di studi. Il piccolo Mariano segue il percorso scolastico in istituti del centro cittadino, inizialmente le scuole elementari “Regina Elena” nel vecchio rione San Pietro, luogo a cui rimarrà sempre particolarmente affezionato, quindi le scuole “Verdi” rivelando, sin da giovanissimo, agli attenti insegnanti, la maestra Proclemer ed il maestro Ducati, una spiccata abilità nel disegno. Nel periodo compreso tra il 1934 ed il 1937 frequenta il corso di Avviamento Industriale presso le Scuole Buonarroti ove segue, con particolare attenzione e passione, i laboratori di modellazione plastica del celebre scultore Stefano Zuech. Nel 1938, a soli 15 anni, inizia il tirocinio di apprendista pittore decoratore e, completata la sua formazione professionale, a 18 anni, segue il padre nell’attività di pittore decoratore, coadiuvandolo anche in quella di scenografo presso numerosi teatri parrocchiali della città. Dopo il servizio militare a Roma nel 1° Reggimento Granatieri, nel 1942 viene inviato in una Corsica occupata sia da truppe italiane che tedesche con le quali, dopo l’8 settembre 1943, fortunatamente gli scontri sono rari e privi di rilevanza. All’inizio del 1944 il suo Reggimento si trasferisce a Sedini, in provincia di Sassari ove il giovane Mariano, incline da sempre all’arte, rimane affascinato dall’antica civiltà nuragica e dalle sue ancora oggi misteriose costruzioni. Giunti gli Inglesi, il Reggimento, quasi al completo, viene arruolato nel Corpo di Liberazione Italiano e trasferito presso Napoli ove i militari vengono addestrati ed equipaggiati. Mariano Fracalossi viene assegnato in Emilia; la fine del conflitto lo vede, con il grado di sergente, combattente nei pressi di Bologna. Congedato, nel 1946, riprende l’attività di pittore decoratore ma desiderando fortemente perfezionarsi, nel 1947, grazie all’aiuto ed all’ospitalità di un padre domenicano suo caro amico, riprende gli studi artistici a Firenze diplomandosi presso l’Istituto Superiore d’Arte di Porta Romana e conseguendo anche il magistero nel 1949. Ritornato in Trentino riprende l’attività di pittore decoratore svolgendo in contemporanea l’azione didattica, iniziata con alcune supplenze in disegno presso alcuni istituti della città, e l’attività di scenografo, soprattutto per il Teatro San Pietro con il quale stabilisce un lungo e proficuo sodalizio. Grazie alle sue ardite intuizioni innova fortemente la scenografia teatrale trentina collaborando alle celebri, apprezzate riviste dell’amico regista Marcello Voltolini. Da sempre impegnato anche in un serio, costante percorso artistico–creativo personale, Mariano Fracalossi, nel 1951, viene ammesso alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Torino con un dipinto ad olio su tela dal titolo “I Giocatori di carte”. L’evento viene segnalato sul quotidiano locale l’Adige da Giulio Decarli, primo critico ad occuparsi dell’artista trentino e ad intuirne il successivo, proficuo percorso. Invitato dal grande incisore Remo Wolf, nel 1953 presenta a Trento, al “Circolo Bronzetti”, la sua prima mostra personale, un’apprezzata esposizione di opere grafiche. Nel 1954 si sposa con l’insegnante bolognese Laura Lenzi da cui avrà, nel 1958, il figlio Adriano e, nel 1966, la figlia Lorenza. Inizia in questo periodo il suo profondo interesse per le difficili tecniche calcografiche, l’acquaforte, l’acquatinta e la vernice molle. Il 1956 si rivela per Mariano un anno di particolare impegno; consegue infatti l’abilitazione all’insegnamento del disegno e della storia dell’arte e viene nominato docente di ruolo in disegno alla Scuola media “Segantini” di Trento, ruolo che lascerà, dopo ben trent’anni di professione, al raggiungimento della pensione nel 1979. Nello stesso anno esperimenta per la prima volta la complessa tecnica dell’affresco, impreziosendo con figure di giovani Santi le cappelle dell’Oratorio di San Pietro; realizza infine ad olio tredici tavole, tutte giocate sul colore blu, per un’originale Via Crucis, oggi purtroppo dispersa. Presente in numerose mostre collettive in varie città italiane e conosciuto per alcune personali in Trentino, viene ammesso, nel 1959, all’8° Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma. Da sempre attento anche alla promozione e valorizzazione di chi si occupa con passione del settore artistico, pochi anni dopo, nel 1962, assume la segreteria provinciale del Sindacato Italiano Artisti Belle Arti (SIABA), prestigioso ruolo che ricoprirà per ben undici anni organizzando, coadiuvato da preziosi volontari, importanti esposizioni a Trento, Bassano del Grappa, Torino, Novara, Venezia e Roma dedicate all’arte trentina ed ai suoi grandi interpreti come Gino Pancheri e Umberto Moggioli. Ricostituita nel 1966 l’UCAI, Unione Cattolica Artisti Italiani viene aperta da Fracalossi la Galleria d’Arte Fogolino, dedicata al celebre pittore cinquecentesco autore di affreschi posti sul soffitto di alcuni spazi espositivi della Galleria stessa ospitata presso l’antico Palazzo Lodron. Galleria che diverrà per molti decenni, fulcro e centro della cultura e dell’arte trentina e non solo; tuttora attiva ed ospitata in una vicina sede è attualmente gestita dal figlio Adriano, anch’egli affermato artista. Nel 1969 Mariano Fracalossi viene chiamato a far parte dell’Accademia del Buonconsiglio, poi Accademia degli Accesi e nel 1970 viene insignito del Drappo di S.Vigilio, importante tributo della sua città natale. Altro importante riconoscimento gli arriverà successivamente, nel 1972, anno in cui verrà invitato ad entrare nell’antica, prestigiosa Accademia degli Agiati di Rovereto. Periodo di intenso, proficuo impegno sociale ed artistico sono per Mariano anche i primi anni Settanta. Nel 1970 infatti Fracalossi, insieme ad alcuni esponenti della cultura, della politica e dell’arte trentina (Luigi Degasperi, Luigi Mattei, Remo Wolf e Ferruccio Pisoni), fonda il Comitato Trentino per la diffusione della Cultura che realizza l’anno seguente, nel 1971 a Trento e a Roma, due grandi eventi artistici, la mostra su Tullio Garbari e la rassegna “10 + 10. Dieci pittori e dieci incisori trentini del XX secolo”. L’interessante iniziativa, nata in collaborazione con la Sovrintendenza alle Gallerie Roma 2 – Arte contemporanea, viene poi purtroppo frenata per incomprensioni e disguidi organizzativi. In seguito alla decisione dell’Università Popolare di Trento, nel 1969, di sospendere i corsi di disegno che si tenevano già da molti anni, condotti da insegnanti di prestigio tra cui Luigi Degasperi, Guido Polo, Remo Wolf e lo stesso Fracalossi, sempre nel 1970, Mariano Fracalossi, insieme ad una ventina di appassionati, crea il Gruppo Studio Arti Visuali, straordinaria ed innovativa esperienza culturale, da lui diretta con sensibilità e passione fino all’anno 2000 e nel cui laboratorio di pittura si formeranno numerose ed importanti personalità artistiche trentine. Pregevoli ed innumerevoli le iniziative e le esposizioni promosse dal Gruppo, tra cui, assolutamente da citare, l’esperienza del 1979 in cui il GSAV collabora con una quarta elementare delle Scuole “Verdi” e con la sua insegnante, la maestra Dorigatti. Dall’impegno artistico - didattico di molti nascerà l’interessante, tenera ed originale pubblicazione “Così la mia città: Trento”, volume interamente illustrato e commentato dai giovanissimi alunni. Nel 1986 viene nasce poi la Cerchia, sodalizio di amici uniti nel nome dell’arte, ispirato e guidato da Mariano Fracalossi, indicato da tutti con rispettoso affetto come il “Professore”. Innumerevoli le attività del gruppo; esposizioni personali e collettive in Trentino, in Italia e all’estero, scambi culturali ed artistici, la pubblicazione del giornalino “Arte & arte” ed ancora interventi in favore delle problematiche del settore artistico e dei suoi promotori. Continua comunque, sempre intensa negli anni, l’attività espositiva e creativa di Fracalossi che si segnala al grande pubblico nel 1995, in occasione della visita a Trento di Papa Giovanni Paolo II, per la progettazione e la realizzazione, assieme all’amico artista Marcello Baldessari, dell’urna–reliquiario per il nuovo Beato Nepomuceno de Tschiderer. L’artista trentino raccoglie ovunque, anche all’estero, come nell’ultima, ampia personale di Strasburgo “St’Art 2004” del 2004, apprezzamenti di pubblico e critica per la sua fresca, immediatamente riconoscibile, cifra stilistica che narra con delicata poesia un mondo di leggende con fantastiche architetture ed improbabili, affascinanti, paesaggi. Mariano Fracalossi, l’Artista, il Professore, dopo breve malattia, scompare a Trento nel maggio del 2004 all’età di quasi ottantuno anni. Un’esistenza, la sua, che veramente si può definire consacrata all’Arte. Testo di Nicoletta Tamanini, dal catalogo « Mariano Fracalossi (1923-2004), Un’avventura nel mondo dell’arte ». Esposizioni personali (selezione): 1953 Trento, Centro Culturale “ Bronzetti” Levico Terme (Trento), Azienda Turismo 1959 Trento, Galleria “Gli Specchi” 1964 Riva del Garda (Trento), Galleria d’Arte “La Vela” Avezzano (L’Aquila), Galleria d’Arte “La Trozzella” 1967 Vicenza, Galleria d’Arte “L’incontro” 1969 Trento, Galleria Fogolino 1970 Firenze, Galleria “Il Vaglio” Brescia, “Piccola Galleria” Catania, “Galleria delle Arti” 1972 Torino, Galleria “Viotti” Rovereto (Trento), Galleria “Pancheri” Alte Ceccato (Vicenza), Galleria d’Arte “Modigliani” 1973 Pisa, Galleria d’arte “Macchi” Torino, Galleria “Gold Square” Catania, “Galleria delle Arti” 1974 Chieri (Torino), Galleria “La Semantica” Catania, Galleria “Gallery” Casale Monferrato, Casa d’Arte “L’Aleramica” Giarre (Catania), Galleria d’Arte “Underground” Como, Galleria d’Arte “Il Salotto” 1975 Trento, Galleria Fogolino “ A quattro mani” 1976 Venezia, Galleria dell’Incisione, “Venezia viva” Bassano del Grappa ( Vicenza), Galleria S. Marco 1977 Bolzano, Galleria “Le chances de l’art” Pisa, Galleria “Macchi” 1978 Padova, Galleria “La cupola” Trento, Galleria Fogolino 1979 Folgaria (Trento), Casa della Cultura Torino, Galleria Doria 1980 Trento, Galleria Fogolino Torino, Galleria Doria 1982 Padova, “Galleria Selearte I°” (personale di pittura, grafica incisa e disegnata) Trento, Palazzo delle Albere (Spazio Atelier, Incisione) 1983 Vicenza, Galleria Bacchiglione 1984 Carpenedo (Mestre), Galleria “La Cella” Trento, Galleria Fogolino “Venticinque = cinque x cinque” Padova, Galleria dell’Acquario, “Dieci acqueforti per dieci poesie di Biagio Marin” 1985 Trento, Galleria Fogolino, “La Cometa su Trento e altre storie” 1986 Brescia, Piccola Galleria Bologna, “Arte Fiera” 1987 Bologna, “Arte Fiera” 1988 Bologna, “Arte Fiera” 1989 Schio (Vicenza), Galleria “Fonte” Bologna, “Arte Fiera” 1990 Trieste, “Galleria Cartesius” 1991 Forlì, Galleria “Farneti” 1992 Palazzolo sull’Oglio (Brescia), Galleria “la Roggia” 1994 Trento, Palazzo Tabarelli, Banca Calderari “Via Crucis” (per Vermiglio) 1995 Bolzano, Galleria Civica di Piazza Domenicani 1996 Rovereto (Trento), Mart mostra antologica 1997 Trento, Palazzo Trentini mostra antologica 1999 Padova, Galleria dell’Acquario 2001 Guardia di Folgaria (Trento) 2002 Bassano del Grappa (Vicenza), Galleria Scrimin 2003 Innsbruck (Austria), Gallerie im Andechshof 2004 Strasburgo (Francia), “St’Art 2004”

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Un'avventura nel mondo dell'arte

Mariano Fracalossi (1923 - 2004)
Trento, Palazzo Trentini
23 gennaio 2015 - 7 marzo 2015